Un indicatore è utile solo se tutti sanno che cosa misura
Parole come fatturato, ordine acquisito, consegna puntuale o cliente attivo possono avere significati diversi tra reparti. Se il criterio cambia da un foglio all'altro, due report corretti nei calcoli possono raccontare situazioni opposte.
Per ogni indicatore definiamo:
Questo piccolo dizionario aziendale elimina discussioni sul numero e permette di concentrarsi sulle sue cause.
Dalle fonti
al report
Dalle fonti al dato leggibile
Le informazioni possono trovarsi nel gestionale, nel CRM, in un e-commerce, in macchinari o in file mantenuti dai reparti. Analizziamo quali fonti sono affidabili e come collegarle senza modificare il lavoro più del necessario.
Prima della visualizzazione controlliamo codici, date, duplicati e valori mancanti. Le anagrafiche dello stesso cliente o prodotto possono avere identificativi diversi; una commessa può cambiare stato senza che il dato storico venga conservato. Queste differenze vanno risolte o rese visibili, non coperte da un totale.
Quando un valore non è aggiornato, la dashboard indica la data dell'ultimo dato disponibile. Se una fonte non ha completato l'importazione, il responsabile deve saperlo prima di usare il report.
“Tempo reale” soltanto quando serve davvero
Una dashboard costruita su più livelli
La direzione necessita di una visione sintetica. Il responsabile di reparto deve poter capire da quali elementi nasce uno scostamento. L'operatore deve trovare l'elenco delle situazioni su cui intervenire.
Organizziamo quindi la consultazione per livelli:
Quadro generale: pochi indicatori, andamento e confronto con obiettivo o periodo precedente.
Analisi: suddivisione per sede, reparto, prodotto, cliente o altra dimensione significativa.
Dettaglio operativo: record che compongono il valore e possono richiedere un'azione.
Filtri e confronti vengono limitati a quelli utili. Una pagina piena di grafici non offre più controllo se il lettore non sa da dove iniziare.
Segnalare l'eccezione senza creare allarmi continui
Report ricorrenti senza ricostruzioni manuali
le fasi del progetto
Dal dato all'azione: come costruiamo dashboard e report
fase 1
Raccogliamo le domande
Partiamo da riunioni, controlli e decisioni ricorrenti
fase 2
Definiamo gli indicatori
Cncordiamo significato, fonte e frequenza
fase 3
Verifichiamo i dati
Confrontiamo il risultato con report e casi conosciuti
fase 4
Progettiamo la lettura
Sintesi, analisi e dettaglio per ciascun ruolo
fase 5
Introduciamo gli avvisi
Solo dopo avere stabilito soglie e responsabilità
fase 6
Rivediamo l'utilizzo
Eliminiamo ciò che non viene usato e approfondiamo ciò che guida azioni reali